Apertura del Diaframma

Esprime la quantità di luce che entra attraverso l’obiettivo.

In altre parole è data dal rapporto tra la lunghezza focale e il diametro del foro.

Facciamo degli esempi:

50 mm a f/4 = il diametro del foro dovrà essere di 25 mm.
100 mm a f/4 = il diametro del foro dovrà essere di 50 mm.
400 mm a f/4 = il diametro del foro dovrà essere di 100 mm.

Questo per fare in modo che ad ogni valore di N corrisponda sempre la stessa luminosità, a prescindere dalla lunghezza focale (e quindi della distanza che deve percorrere all’interno dell’obiettivo), questo perché l’intensità della luce irradiata da una fonte luminosa puntiforme è inversamente proporzionale al quadrato della distanza dalla sorgente luminosa stessa.

Si è scelta poi la frazione in modo tale che essendo inversamente proporzionale all’aumentare dell’area del foro aumenti anche la quantità di luce.
Mi spiego meglio con un esempio:

2.8 < 4.0 ma A(2.8) > A(4.0) per far si che all’aumento dell’area corrisponda un aumento della luminosità si è messo a denominatore 1/2.8 > 1/4.0

Parlando di apertura del diaframma, quindi, f-stop o semplicemente f 4, ad esempio, è la contrazione della frazione f/4 (f diviso 4). Essendo frazioni, f/4 è maggiore di f/11, che a sua volta è maggiore di f/22 (faranno quindi passare più luce).

La sequenza degli f-stop venne standardizzata al congresso di Liegi nel 1905 ed è rappresentata da una progressione geometrica di ragione in quanto l’area A del foro si trova sotto radice, ad ogni passaggio dall’uno all’altro si raddoppia o si dimezza l’area del foro e quindi la quantità di luce che entra.

Abbiamo visto che N(stop) = l/d e per l = d cioè quando il diametro è uguale alla lunghezza focale, si ha la base da cui inzia la scala, cioè apertura = f/1. Abbiamo visto che ad ogni stop l’area raddoppia o dimezza, pertanto partendo da qui:

Aperture del diaframma con relativo f-stop

Adesso facciamo alcuni esempi con obiettivi reali.

Prendiamo l’entry level Canon, l’EF-S 18-55mm f/3.5-5.6.
Il valore di diaframma che vedete in fondo alla sigla (in ogni obiettivo) rappresenta la massima apertura. Perché in questo caso ci sono due valori? Perché è uno zoom! Questo significa che quando giriamo la ghiera modifichiamo la lunghezza focale. Ma quando modifichiamo la lunghezza focale, cosa succede alla quantità di luce che entra a parità di area? Si modifica!
Nel caso in esempio a 18 mm il diametro del foro del diaframma sarà 5,14 mm e quindi otteniamo f/3.5.
Ma se zoommiamo e da 18 mm e andiamo a 55 mm, il diametro diventa 9,82 mm e quindi f/5.6.
Questo significa che l’obiettivo diventa meno luminoso perché l’apertura del diaframma diminuisce.
Lo stesso vale per il diaframma chiuso al massimo, andrà da f/22 a f/38.

Prendiamo invece il Canon EF 24-70mm f/2.8
Il valore della massima apertura del diaframma nella sigla è uno solo! Questo perchè quando zummiamo il diaframma si apre proporzionalmente all’aumento della lunghezza focale.
In questo caso a 24 mm il diametro del foro sarà 8,5 mm, quindi f/2.8, mentre a 70 mm sarà 25 mm, quindi sempre f/2.8.

Risulta evidente che gli obiettivi con diaframma fisso, mantendendo sempre la stessa luminosità, risultano più performanti.

L’obiettivo più luminoso al mondo è lo Zeiss Planar 50 mm f/0.7.
Nelle possibilità dei comuni mortali (ma sempre piuttosto cari) i più luminosi sono i vari f/1.2, f/1.4 e f/1.8 per le ottiche a focale fissa e gli f/2.8 per gli zoom.

Lo Zeiss Planar 50mm f/0.7 è stato progettato nel 1966 per consentire alla NASA di scattare fotografie sul lato più lontano della luna. È uno degli obiettivi più luminosi (se non il più luminoso) mai prodotto. Esistono solo dieci copie di questa lente: una posseduta dalla Carl Zeiss, sei acquistate dalla NASA e tre da Stanley Kubrick. Questo obiettivo permise a Kubrick di girare una scena illuminata solo da candele nel suo film Barry Lyndon.

L’apertura del diaframma non incide solo sulla quantità di luce che entra ma anche su profondità di campo e sulla qualità dell’immagine prodotta.

Dopo tutta questa teoria vediamo qualche consiglio pratico.

Tutti gli obiettivi sono diversi tra loro (perfino diversi esemplari dello stesso modello) e dimostrano le loro migliori qualità con diverse aperture del diaframma.
Vanno provati a fondo per capire dove sono i loro punti di forza e dove le loro debolezze, ma in generale possiamo affermare quanto segue.

Quasi tutti gli obiettivi, soprattutto i grandangoli, alla massima apertura presentano basso contrasto e scarsa incisività, specialmente verso gli angoli dell’immagine, soprattutto in quelli economici. Di conseguenza, per ottenere un’immagine dettagliata e nitida anche agli angoli, sarà necessario usare un diaframma più chiuso. Per soggetti piatti (paesaggio) di solito il diaframma più incisivo è a f/8.

La maggior parte degli obiettivi, soprattutto i grandangoli, soffre di una perdita di luce a tutta apertura. La perdita di luce si traduce nell’immagine in bordi leggermente più scuri rispetto al centro. Si tratta della vingettatura, spesso anche ricercata; concentra l’attenzione verso il centro della foto, ed è il motivo per cui spesso si aggiunge in post-produzione. Di solito la perdita di luce diventa invisibile con diaframmi f/8 e superiori.

La diffrazione in quasi tutti gli obiettivi comporta una certa morbidezza sulle immagini scattate con diaframmi f/16 o più stretti, e una morbidezza vistosa a partire da f/22.

– In linea di massima gli obiettivi costosi e quelli fissi danno il meglio di se a f/8, quelli economici come quelli forniti in kit con la fotocamera lavorano meglio a f/11, e gli obiettivi economici più particolari come quelli super-grandangolari o le ottiche con aggiuntivi, adattatori e moltiplicatori lavorano bene solo da f/16.

f/8 and don’t be late (f/8 e cogli l’attimo). Un diaframma f/8 normalmente consente una sufficiente profondità di campo per riprendere soggetti non troppo veloci e costituisce l’apertura alla quale gli obiettivi forniscono i maggiori dettagli. Questo detto americano ci consiglia un’impostazione (in priorità di diaframmi) che ci permette di scattare in molte condizioni, di solito street, senza pensare alla macchina fotografica, dedicandoci solo al soggetto.

Angolo di Visione

Più correttamente detto angolo di campo, rappresenta la porzione di scena che viene inquadrata dall’obiettivo.

L’angolo di campo dipende da due fattori: dalla dimensione del supporto fotosensibile (oggi dimensione del sensore) e dalla lunghezza focale dell’obiettivo.

Fino a quando l’elemento fotosensibile è stato unicamente la pellicola, l’unica variabile era la lunghezza focale e quindi l’angolo di campo veniva indicato con la relativa lunghezza focale (caratteristica costruttiva, quindi oggettiva e non relativa).

Per esempio un obiettivo con angolo di campo di 46° veniva definito 50 mm.

Con la nascita della fotografia digitale si è assistito a una grande differenziazione dei sensori basata sulle loro dimensioni fisiche. Questo ha portato le variabili a due e l’inizio della confusione.

Infatti un obiettivo 50 mm non aveva più univocamente un angolo di campo di 46° ma variava a seconda della dimensione del sensore.

Per esempio un 50 mm su Full-Frame ha un angolo di 46°, su APS-C Nikon, Sony e Pentax (23,6×15,7 mm) di 32° e su APS-C di Canon (22,2×14,8 mm) di 30°.

Questo si sarebbe potuto evitare se si fosse adottato come standard di riferimento l’angolo di campo; tale scelta avrebbe rappresentato un riferimento decisamente più chiaro e preciso per valutare il campo d’utilizzo degli obiettivi a disposizione.

Angoli di campo per vari sensori in funzione della lunghezza focale

L’angolo di campo ha una precisa definizione matematica: α = 2 arctan (2d/f) dove d è una delle dimensioni del supporto fotosensibile (lunghezza, larghezza o diagonale) e f è la lunghezza focale.

Semplificando, possiamo osservare due cose: l’angolo è inversamente proporzionale alla lunghezza focale, mentre è direttamente proporzionale alle dimensioni del supporto.

Vediamo questi due aspetti uno alla volta.

L’angolo di campo è inversamente proporzionale alla lunghezza focale

A parità di distanza tra fotocamera e soggetto e di dimensione del supporto, obiettivi con grandi lunghezze focali (es. 200mm) presentano un angolo di campo minore, rispetto a quello a quelli con focali minori (es. 24mm).

Angolo di Campo in funzione della lunghezza focale relativo al sensore Full-Frame

L’angolo di campo è direttamente proporzionale alla dimensione del supporto

A parità di distanza tra fotocamera e soggetto e di lunghezza focale, supporti di dimensioni maggiori hanno un angolo di campo maggiore.

Angoli di Campo per vari sensori in funzione della lunghezza focale

Nelle Reflex i sensori più comuni sono APS-C di Nikon, Sony e Pentax che hanno un fattore di 1,5X e APS-C di Canon con un fattore di 1,6X
Nelle mirrorless si aggiunge il formato micro 4/3 (17,3×13 mm) con un fattore di 2X.

Per calcolare con buona approssimazione il reale angolo di campo, basta moltiplicare quello standard (35 mm o Full-Framd) per il fattore Crop.

Per esempio: un 50 mm su una Olypmus 4/3 avrà un angolo di campo di 23° al posto di 46° (quindi corrispondente a un 100 mm).

Tradizionalmente gli obiettivi venivano suddivisi in funzione della loro lunghezza focale. Per quanto visto fino ad ora, invece, può avere più senso suddividerli in funzione dell’angolo di campo sulla diagonale:

– super tele, con angolo di campo fino a 8°
– teleobiettivo, con angolo di campo da 8° a 25°
– medio tele, con angolo di campo da 25° a 50°
– normale, con angolo di campo da 50° a 60° (precisamente di 53°)
– grandangolare, con angolo di campo da 60° a 90°
– super grandangolare, con angolo di campo da 90° a 110°
– ultra grandangolare, con angolo di campo oltre 110°.

Variazione dell’angolo di campo in funzione della lunghezza focale su Full-Frame
Variazione dell’angolo di campo in funzione della lunghezza focale su Full-Frame
Variazione dell’angolo di campo in funzione della lunghezza focale su APS-C (media tra Canon e Nikon)
Il Nikkor 6 mm f/2.8 prodotto nel 1973 è un obiettivo fisheye con un angolo di campo di 220°, che permette all’ottica di vedere dietro di sé. Una copia recente di questa lente fisheye è stata venduta a Londra per $ 160.000.
Il Canon 1.200 mm f/5.6 ha fatto la sua prima apparizione alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984. Ha un angolo di campo di 2° e ne sono state prodotte meno di 100 copie. L’ultima è stato venduta da B&H per 180 mila dollari ad aprile 2015.

Pillole di Fotografia

Tutti i termini usati in fotografia (spero di aver messo tutti i più importanti… se dovessi essermene dimenticato qualcuno, scrivetemi) in ordine alfabetico!

Ne pubblicheremo uno al giorno e non esitate a fare domande!

Man mano ogni voce diventerà un link che vi porterà alla pagina richiesta.

Andrea

 

 

Aberrazione Cromatica                                                       scarica il pdf
Alba                                                                                               scarica il pdf
Alte Luci                                                                                      scarica il pdf
Angolo di Visione                                                                   scarica il pdf
Apertura del diaframma                                                     scarica il pdf
APS-C
Arcobaleno
Autofocus
Aurora Boreale
Autoscatto
Barilotto – Distorsione
Blocco AE
Bilanciamento del Bianco
Bokeh
Bracketing
Buffer
Campo
Compensazione dell’esposizione
Contrasto
Controluce
Crop
Diaframma
Diffrazione
Dominante
DPI
Esposimetro
Esposizione
Esposizione a destra
EXIF
f/
Filtri
Full Frame
Fuoco
Focus stacking
Flash
Gamma dinamica e latitudine di posa
Grigio
Grandangolo
High Key
HDR
Infrarosso
ISO
Istogramma
Jpg
Low Key
Luce
Lunghezza Focale
Macro
Misurazione Luce
Morbidezza
Mosso
ND – Filtro
Obiettivo
Otturatore
Panning
Pentaprisma
Piano Focale
Pixel
Polarizzatore – Filtro
Posa B
Post-produzione
Programmi
Profondità di Campo
RAW
Regolazione diottrica
Regola dei terzi
Risoluzione
Riduzione del Rumore
Rumore
RGB
Sensore
Sensibilità
Spazio Colore
Stabilizzatore delle immagini
Terzi – Regola dei
Temperatura colore
Tropicalizzazione
TTL
Treppiedi
Teleobiettivo
Vignettatura
Zona
Zoom

Una Finestra su Bergamo

Contest Fotografico

UNA FINESTRA SU BERGAMO

L’associazione Culturale “Spazio Cam” organizza il contest fotografico “Una finestra su Bergamo”.

Un contributo che, attraverso lo sguardo dei cittadini, vuole raccontare con le immagini quanto sta accadendo a seguito dei fatti relativi al Corona virus.
Si vuole narrare attraverso la fotografia, la Bergamo surreale, immobile e senza voce che si mostra agli occhi dei bergamaschi che si affacciano alla finestra delle loro case.
Un modo per ridarle voce, non attraverso le parole, ma con il sentire comune delle persone che la vivono e che la amano.
Al contest seguirà una mostra aperta al pubblico con le fotografie raccolte, così che si possa fare memoria degli avvenimenti che hanno colpito la città e che certamente la renderanno più forte e unita di prima.

REGOLAMENTO

La partecipazione al concorso è aperta a tutti, senza limite di età.
Ogni autore può partecipare con un massimo di tre fotografie che devono rappresentare come la città si mostri surreale, immobile e senza voce, in conseguenza dei fatti relativi al Corona Virus.
Le foto inviate devono essere scattate dalla propria abitazione nel rispetto di #iorestoacasa.
Per partecipare al contest:
L’iscrizione è gratuita, ma se vuoi puoi aiutarci a raccogliere fondi per sostenere l’Ospedale Papa Giovanni XXIII, facendo una donazione a partire da 5€, sul circuito Paypal, accedendo alla pagina dedicata al Contest su www.spaziocam.it con la causale CONTEST FOTOGRAFICO UNA FINESTRA SU BERGAMO.
Il modulo d’iscrizione può essere compilato a questo link.
Ogni partecipante dichiara di essere l’autore delle fotografie che utilizzerà per l’iniziativa. Dichiara inoltre di essere titolare, a titolo originario, di tutti i diritti di utilizzazione e sfruttamento relativi le fotografie inviate per l’iniziativa.
Sono ammesse alla manifestazione solo immagini scattate con apparecchi digitali (fotocamere Reflex, compatte, smartphone). Sono ammesse elaborazioni digitali delle immagini, ma non saranno ammesse fotocomposizioni. L’autore delle fotografie è l’esclusivo responsabile del contenuto.
La consegna delle immagini dovrà avvenire solo via web.
I file devono essere inviati ad un peso massimo di 2Mb alla mail info@spaziocam.it. Il file, caricato con le modalità che precedono, non dovrà contenere firme o watermark tali da identificare l’autore dell’opera, pena la squalifica dall’iniziativa.
Il termine ultimo per inviare i file è fissato a sabato 5 giugno 2020.

PREMI

• 1° classificato tre corsi allo Spazio Cam
• 2° classificato due corsi allo Spazio Cam
• 3° classificato un corso allo Spazio Cam

I buoni saranno spendibili entro il 2020 presso l’Associazione Culturale Spazio Cam.

ESPOSIZIONI DELLE IMMAGINI

Tutte le fotografie inviate dai partecipanti saranno oggetto di valutazione da parte di una giuria qualificata e potranno essere pubblicate con l’indicazione dell’autore per iniziative direttamente ed esplicitamente collegate all’evento.
Tutte le immagini saranno esposte per una mostra conclusiva aperta al pubblico presso lo Spazio Cam di Bergamo.

# IO RESTO A CASA

TUTTI I CORSI DELLO SPAZIO CAM SONO SOSPESI COME DA DECRETO GOVERNATIVO FINO AL 3 APRILE.

Buongiorno! Queste sono le nostre rubriche #iorestoacasa … con SPAZIOCAM.
Lo facciamo perché abbiamo bisogno di continuare con il nostro lavoro, di progettare e costruire qualcosa per voi che ci seguite da 5 anni. Iniziamo così allora, con una citazione del fotografo Aron Siskind, perché questi sono i giorni per ricordare le piccole cose dimenticate…
“La fotografia è un modo di sentire, di toccare, di amare. Ciò che hai catturato nella pellicola è catturato per sempre… Ti ricorda piccole cose, molto tempo dopo averle dimenticate.” Continuate a seguirci, noi siamo sempre qui!

– Diretta di un’ora su Instagram ogni martedì e giovedì pomeriggio alle 15 per dipingere con gli acquerelli insieme alla nostra docente Laura Cortinovis. Le dirette saranno visibili sul suo profilo Instagram @icoloridilaura
– Arteterapia interattiva con la docente Michela Taeggi contattandola via Skype al nome michela.taeggi o tramite whatsapp al numero 3285651867. Stabilirete un appuntamento in un giorno ed orario a vostra scelta.
– Inglese con l’insegnante Monica Limonta tutti i martedì e giovedì dalle 18 alle 19 su Skype, cercandola come monica_limonta o contattandola al numero 3477808389.
– Viaggiare da casa è possibile … Una foto al giorno per girovagare in altri luoghi e chiacchierare di fotografia insieme ai docenti Andrea Crupi e Federico Casu (sulle nostre pagine Facebook e Instagram).