IMMAGINA

Una rassegna dedicata alla fotografia.

Quattro giorni di eventi, con letture portfolio, mostre, proiezioni e una mostra collettiva.

La rassegna è gratuita, ma vi chiediamo di iscrivervi ai vari eventi per poter gestire al meglio gli spazi.
L’unico evento a pagamento è la lettura del portfolio, come specificato più avanti.

Grazie per la collaborazione!

IMMAGINA ANCHE TU… PARTECIPA ALLA MOSTRA COLLETTIVA

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Immagina nasce dall’incontro di Spazio Cam e Transizioni, due realtà che pensano, vivono e respirano la cultura fotografica come non esclusiva, aperta al pubblico e al dialogo tra le diverse scritture. Musica, letteratura, disegno, video, immaginazione, riflessione, analisi, e fotografia si incrociano per quattro giorni dando vita a un programma che spazia dalla mostra fotografica tradizionale alla proiezione di film fotografici di autori internazionali, dalla lettura di portfolio alla creazione collettiva di un progetto fotografico realizzato da e con il pubblico che, ispirandosi a un breve testo estratto da Le città Invisibili di Italo Calvino, si deve confrontare con se stesso, con le proprie emozioni, le proprie visoni, il proprio desiderio di esprimersi per trasformarsi da spettatore a protagonista di un percorso guidato e condiviso, sospeso tra realtà, poesia e immaginazione.

Immagina è un punto di incontro e scambio su cosa vuol dire fare cultura e fotografia oggi, uno spazio aperto del pensiero in cui scoprire che l’immaginazione è un luogo interdisciplinare comune in cui poter scambiare idee per la creazione di domani.

 

PROGRAMMA

Giovedì 21 luglio

Dalle 18.00 alle 20.00 – Lettura portfolio

Con Francesco Acerbis e Michela Taeggi

Costo per una sola lettura 20 €, costo per entrambe le letture 35 €.

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Venerdì 22 luglio

Dalle 18.00 – Inaugurazione “Città”, un progetto fotografico e musicale di Francesco Acerbis e Michele Agazzi

Fotografare le città è intraprendere un viaggio statico che frammenta il reale, che svela il tempo nel via vai dei marciapiede, che risolve le metafore nei gesti semplici dei passanti e nelle distanze che separano un luogo dall’altro, alla ricerca dei nomi che ogni città possiede, lasciandosi trasportare in un labirinto di infinite città, sempre uguali seppure diverse, in cui l’individuo si ritrova e si perde.
Francesco Acerbis

Nell’esposizione “Città”, la musica entra negli spazi di silenzio senza la volontà di descrivere il suono urbano delle strade e delle piazze, ma interpretando gli stati d’animo delle persone che la vivono e lasciando emergere il loro suono interiore.
Ogni spettatore ha il proprio suono che, in ogni momento, può sintonizzarsi sulle tracce sonore che lo circondano lasciando che la suggestione visiva e sonora divenga, in questo modo, il punto di partenza per un viaggio esclusivo e personale.
In questo progetto che unisce visione e ascolto in un unico oggetto, si è scelto di dare spazio a un percorso emotivo essenziale che non abbia riferimenti precostituiti. Le immagini hanno dato voce alla musica così come la musica ha dato vita alle immagini seguendo una struttura ritmica che si sviluppa come una frattura continua per riportare l’attenzione verso l’introspezione, possibile via per interpretare e vivere la città.
Michele Agazzi

Città | Esposizione

  • 10 fotografie estratte dalle serie Fillide e Zaira del progetto Città invisibile con la traccia musicale dal titolo “Città” composta da Michele Agazzi.
  • 5 film fotografici (audiovisivi) realizzati da Francesco Acerbis con le musiche originali di Michele Agazzi
    in visione continua i seguenti lavori:

Città invisibile, un omaggio a Italo Calvino

Direttamente ispirato al libro “Le città invisibili” di Italo Calvino, il progetto nasce con la volontà di ripercorrere il viaggio intrapreso da Marco Polo ai confini dell’impero di Kublai Kahn alla ricerca di di quelle città, tanto effimere quanto reali, attraverso le strade , le piazze, le persone, i luoghi di in una sola e unica città, Parigi.
Una trascrizione in immagini di undici città invisibili, undici metafore della città e del suo essere che per qualche attimo si svelano all’osservatore fondendosi alla città reale e scomparendo poco dopo nel quotidiano ordinario apparentemente inesistente per l’assenza di uno sguardo.
Nel progetto “Città“ vengono presentate due città invisibili, Fillide e Zaira, nel formato classico di mostra fotografica a muro e un film fotografico che raccoglie l’insieme delle undici città.


La città muta

La città muta grida il proprio silenzio come un granello di sabbia che scivola tra le dita.
“Questo libro è un romanzo, è la storia delle storie che raccontano quell’unico evento che interessa lo scrittore: la sua vita. La mia. Questo libro è una ricerca tra i sogni e il passato.
Questo libro, benché proiettato al futuro, è obbligato all’ordine aleatorio della memoria e come tale deve essere letto, sfogliando le pagine quasi per caso, senza aver mai la certezza di cosa accadrà.
Questo libro è un ricordo e come tutti i ricordi non ha regola, si mescola e si sovrappone, compare e svanisce. Questo libro è un’invenzione a cui non bisogna dar credito, è una bugia infantile, una menzogna che sceglie di raccontare la realtà.”


Nero

“Come un soffio di vento penetri oltre i muri, dalle finestre.”
Nero è una ricerca che esplora la trasformazione della percezione del reale quando viene condizionata dalll’immaginario indotto dalla lettura di un testo. La sovrapposizione costante delle parole, che compongono il racconto con le immagini tratte da un
quotidiano ordinario, trasforma la realtà in finzione e imprigiona il lettore in un universo in bilico tra la lettura della rappresentazione fotografica e la propria capacità di immaginazione letteraria.
Nero è un racconto giallo, una storia nera in cui parole e immagini si intrecciano per attraversare la città alla ricerca delle nostre stesse paure. Ma soprattutto Nero è un personaggio, un cacciatore a cui tutti apparteniamo e da cui senza sosta rifuggiamo.


Aprés 17 heures

L’istallazione video “Après 17 heures “ è una risposta in immagini al testo originale prodotto e proposto dalla scrittrice Marie Desplechin all’ Agenzia Signatures, maison de photographes, in occasione della mostra collettiva “Dix sur Dix | Choral”.

Domenica 18 giugno ho presieduto un seggio elettorale nel quartiere Grange-aux-Belles di Parigi. Dalle otto alle otto, in piedi dietro l’urna trasparente, ho messo a confronto volti vivi con le foto che comparivano sui documenti d’identità. Uno sguardo al volto, uno sguardo alla foto, di nuovo il volto. Votato. Quanto erano nitide le foto, quanto erano disegnate, quanto erano nuove, e quanto erano fragili, danneggiati e sfocati, strazianti i volti. Per dodici ore ho visto cosa ci fa la vita fragile, in pochi anni, a volte in poche settimane. Ho chiuso quell’ufficio sopraffatta dalla malinconia (e non era solo stanchezza). Cercando un po’ più tardi di dare un nome a ciò che rendeva questa esperienza così inquietante, mi sono ricordata dell’immagine cristiana della resurrezione: alla fine dei tempi, quando le persone tornano alla vita, lo fanno come Cristo, nel loro “corpo glorioso”, quello che hanno avuto, per un momento, nel corso della loro esistenza terrena, e che conserveranno d’ora in poi per l’eternità. Non era il passato con cui avevo avuto a che fare tutto il giorno, confrontando i volti con le loro foto, ma l’eternità. Questo, ho pensato, è ciò che fanno le fotografie, ciò che fanno tutte le fotografie alla fine, qualsiasi cosa catturino, qualsiasi cosa compongano, qualsiasi cosa rappresentino. Trasfigurano il mondo nel suo corpo di gloria. Lo riportano nella chiarezza della sua eternità. È così, almeno, che si cambia il tempo in gloria e la malinconia in esaltazione.

Marie Desplechin

Co-vide | Shared enptiness – Appunti da un tempo sospeso.

Il confinamento del 2020 dovuto alla pandemia da Covid19 è stata un’esperienza collettiva di cui ognuno porta con se la sensazione unica e singolare del proprio vissuto. Seppur con regole, modalità e paure differenti, larga parte dell’umanità ha condiviso la percezione che la propria vita scivolasse nel tempo sospeso di uno spazio contratto. Nel progetto Co-vide (Co-vuoto) di Francesco Acerbis e Michele Agazzi, le immagini e la musica si mescolano per dar vita a una riflessione comune su quel vuoto condiviso.

 

Bio

Francesco Acerbis

Francesco Acerbis è nato a Bergamo nel 1969; è fotogiornalista e autore. Dopo gli studi di filosofia sceglie di diventare fotogiornalista freelance. Attualmente oltre a realizzare reportage per varie testate giornalistiche, sia nazionali che internazionali, e per clienti corporate, insegna Scrittura fotografica e fotogiornalismo alla formazione continua della École nationale supérieure de la photographie di Arles, ed è co-fondatore e direttore del festival Transizioni, rassegna internazionale del film fotografico. Negli ultimi anni ha pubblicato diversi libri per ragazzi come autore e fotografo in Francia e in Italia. La sua ricerca fotografica e letteraria è orientata ad approfondire la relazione tra immagine e parola come amplificatore del rapporto tra immaginario e realtà sociale nel mondo contemporaneo. Le sue fotografie sono distribuite dall’agenzia Signatures, maison de photographes di Parigi. 

(Per maggiori informazioni e maggiori dettagli sulle mostre e i libri: www.francescoacerbis.com).

Michele Agazzi

Chitarrista e compositore. Esperienze nell’ambito della musica rock italiana (CGD-Sugar). Nel 1989 collabora alla realizzazione e promozione dell’album “Stoffa” del cantautore Carlo Skizzo. Ha lavorato con diversi musicisti in ambito pop/rock/musica elettronica e sonorizzazione per spettacoli teatrali. Dal 1995 cambia il proprio approccio musicale: le sperimentazioni sonore sulla chitarra lo portano verso la composizione di brani strumentali personali ed intimi ed alla realizzazione dell’album N.3.O. – Divide and Dissolve (edizioni Videoradio 2008) come compositore ed arrangiatore. Dal 2006 ha seguito i seminari di “Guitar Craft” tenuti da Robert Fripp. Nel febbraio 2009 a Barcellona, marzo 2010 a Sassoferrato (AN), aprile 2012 a Farnese (VT), agosto 2015 a Los Angeles_California (USA) ha suonato con Robert Fripp & the Orchestra of Crafty Guitarists. Attualmente collabora con: Guitar Circle of EuropeBerlin Guitar EnsambleTHRAK, HYPE, TumTumStudio.


Sabato 23 luglio

Dalle 18.00 – Serata Transizioni | una passeggiata nel film fotografico di diversi autori internazionali.

Proiezione di una selezione di opere proposte nelle edizioni Zero, Uno e Due di Transizioni, rassegna internazionale del film fotografico.

Seguirà aperitivo per festeggiare la nascita di I’Mm SpazioCam.

L’iscrizione serve solo per sapere quanto alcol comprare… 🙂

Clicca per partecipare alla serata!


Domenica 24 luglio

Dalle 18.00 – Lettura dei lavori dei partecipanti e chiusura della rassegna.

L’incontro è comunque aperto a tutti gli interessati.


Venerdì 29 luglio

Dalle 18.00 – Inaugurazione della mostra collettiva con i lavori dei partecipanti.

Si terrà a Spazio Cam fino a fine agosto.


ORGANIZZAZIONE

I’Mm Spazio Cam

Il tempo libero è sacrosanto. Un momento tuo. A volte non è facile scegliere come occuparlo. Sei circondato da proposte di ogni tipo. Per non parlare dei corsi. Magari hai voglia di misurarti con la fotografia, forse sei curioso di sapere come si possa scrivere un racconto, chissà il cinema è sempre stata la tua passione e vuoi scoprirne i segreti. Ti guardi attorno e non sai se, scegliendo questa o quell’associazione, avrai la risposta che cerchi, se i docenti saranno all’altezza, se ti annoierai, se avrai speso i tuoi soldi nel modo giusto, se incapperai in un gruppo simpatico, se dopo il corso avrai più strumenti e competenze rispetto a prima.
Vogliamo prenderci cura di te che hai a cuore almeno uno degli argomenti che trattiamo nei nostri corsi.
Vogliamo dedicarci a te che hai già frequentato altri corsi e non ne sei uscito entusiasta. Che hai detto stop. Magari è venuto il momento di riprovare, di sfidare l’idea che ti sei fatto e costruirne una migliore.
Vogliamo stare vicino a te che sei un po’ timido. Lo Spazio Cam è, in primo luogo, un’associazione fatta di persone. Oltre a imparare, dopo la lezione, si va a bere una birra insieme. Si creano gruppi che hanno voglia di sapere, di nutrirsi, ma anche di ritrovarsi e rinnovarsi. Desideriamo creare un legame, una relazione che va oltre la partecipazione ai corsi, che l’associazione diventi una base solida su cui far crescere idee e passioni comuni e da condividere.

Andrea Crupi

Fotografo professionista specializzato in foto di paesaggio, ritratto, cerimonie e still life. Il fascino della luce lo ha sempre attratto in modo profondo. Il suo percorso nel mondo della fotografia prende le mosse dai viaggi giovanili e si rafforza durante gli anni vissuti a Venezia e Roma. La materia, come i luoghi, sono i soggetti che ama scoprire e immortalare. Il suo approccio alla fotografia è sempre meditato e cerca di esprimere le emozioni delle persone e dei luoghi in modo discreto e rispettoso. “L’immagine è per me un’anima sorpresa nel suo contesto”. Ha vissuto e lavorato per molti anni tra Venezia, Roma e Bergamo. Tra gli altri ha collaborato, a Roma, con Cris Gioielli, Todini Gioielli e Gioielli Modigliani, con la rivista Eventi Culturali e con l’agenzia di eventi Prohapp, a Bergamo con Legami, ABenergie, con Serafino Consoli, con l’agenzia Cobalto e con il gruppo teatrale Luna e Gnac. Ha pubblicato con Lubrina Editore un libro sull’Ex Ospedale Maggiore di Bergamo “L’Identità di un Luogo”.

Michela Taeggi

Fotografa professionista. Le sue fotografie sono state pubblicate dalle maggiori riviste nazionali (Vanity Fair, Oggi, Gente, Sette, L’Espresso, A, Donna Moderna, Ok Salute, F, Confidenze, Famiglia Cristiana, Gioia, Panorama). Attualmente è freelance e si occupa di lavori in assignment e progetti editoriali. Negli ultimi anni si dedica alla fotografia narrativa dove la poetica si sposa alle immagini. Il suo progetto “Love grows” è stato selezionato durante il Sony World Photography Awards nella categoria “People” e “Child of the Woods” è stato selezionato al 4 ° PAA 20014 Annuale per la menzione d’onore. E’ autrice del libro fotografico “The Novel of Nature” edito dalla casa editrice Around Gallery. Si è specializzata in art coaching (con indirizzo in arti visive) conseguendo la specializzazione triennale e approfondendo nello specifico le tecniche utilizzate nella fotografia autobiografica. La fotografia riveste un ruolo fondamentale nella sua vita e condivide la sua passione, insegnando fotografia, con tutti coloro che decidono di cercare la propria unicità attraverso l’arte.

In collaborazione con

La fotografia, la sua pratica e la sua fruizione hanno subito una mutazione profonda negli ultimi anni sia come veicolo d’informazione che come oggetto di consumo diffuso.
Un insieme di contingenze ha condizionato la cultura dell’immagine fissa, comportando una trasformazione dell’uso e della pratica della fotografia amatoriale e professionale. L’immagine fotografica, oltre a perdere gradualmente un’apparenza di veridicità, è sempre più pensata come un insieme di ricordi, informazioni, concetti che possono scorrere su uno schermo diventando un oggetto visivo definibile “proiezione” o, nella sua forma narrativa più complessa, “film fotografico”.
Sempre più spesso si parla di “visual story-telling”, inglesismo profondamente alla moda che trova nella sua traduzione italiana, racconto per immagini, il valore semplice e complesso delle implicazioni intrinseche a ogni forma di narrazione.
La diffusione di corsi e workshop su questo tema dimostra come l’uso delle immagini in sequenza sia diventato non più un’esclusiva
degli addetti ai lavori ma una modalità di comunicazione condivisa con il grande pubblico.
La fotografia ha acquisito definitivamente una modalità di espressione che ne moltiplica le potenzialità e che apre di conseguenza una serie di riflessioni che devono essere sviluppate.